AUSTRALIA (Parte 1)

Il mio percorso come fotografo è iniziato nel 2014 in Australia, dove ho vissuto insieme alla mia compagna per quasi un anno. Mi ero comprato una reflex proprio prima di partire, sapendo che avrei visto paesaggi incredibili ed animali mai visti prima. La reflex in questione era una Canon 600D e l’unico obiettivo che avevo era quello del kit, il classico 18-55mm, con cui praticamente tutti iniziano. La città in cui ho vissuto per quasi l’intero periodo in Australia è stata Sydney, nel New South Wales.

SYDNEY

Ogni uscita era un buon motivo per fotografare. La famosa Opera House è stata ovviamente la prima cosa che ho voluto vedere, come qualunque altro turista che arriva a Sydney. Mi ricordo di aver visitato subito anche la zona più vecchia della città, la più interessante per me fotograficamente parlando. Ma la vera Australia che volevo catturare non era lì. Era nella natura più selvaggia.

Di sicuro parchi, passeggiate e natura non mancano a Sydney, per questo nei mesi di permanenza ho avuto modo di scattare molte foto. Man mano che scattavo, imparavo sempre di più ad utilizzare la mia reflex. Sicuramente indimenticabile la passeggiata che collega le spiagge Bondi Beach, Tamarama Beach, Bronte Beach e Coogee Beach. La prima volta che ho visto Bondi Beach sono rimasto a bocca aperta. Immensa, con una visuale mozzafiato. È affollata dai classici surfisti in cerca dell’onda perfetta e da persone con fisici statuari.

Poco distante da Sydney sono raggiungibili l’immenso parco Royal National Park e le Blue Mountains.

ROYAL NATIONAL PARK

Questo parco è un vero e proprio labirinto in mezzo a scenari selvatici che continuano a cambiare, totalmente isolati dalla civiltà. Siamo stati per ore a camminare all’interno del parco ed oltre a noi non c’era nessun altro. Alcune zone erano talmente fitte di vegetazione che non si riusciva quasi a passare. È stato davvero incredibile ma devo ammettere che dopo un bel po’ che non arrivavamo all’uscita stavo iniziando a preoccuparmi.

Sicuramente da menzionare la simpatica sanguisuga attaccata alla mano con cui mi sono svegliato il giorno dopo. Probabilmente era rimasta attaccata ai vestiti e di notte si era arrampicata sul letto per succhiarci il sangue.

BLUE MOUNTAINS

Le Blue Mountains sono chiamate così per via del colore azzurro lasciato dai numerosi alberi di eucalyptus che rilasciano goccioline di olio blu. Qui, una vera e propria attrazione da fotografare sono le “Tre Sorelle”, una formazione di 3 rocce disposte in fila. Oltre a questa c’è una bella passeggiata con vista sulle montagne, ricoperte dal manto verde della vegetazione.

Dopo 9 mesi passati nella città di Sydney, abbiamo deciso di intraprendere un viaggio intorno all’Australia, della durata di 24 giorni. Abbiamo programmato tutto nei minimi particolari, prenotando in anticipo gli spostamenti con i vari mezzi (aerei, treni e autobus), tour organizzati e ostelli.
Abbiamo viaggiato solamente con lo zaino in spalla e non era nemmeno molto grande.

MELBOURNE & GREAT OCEAN ROAD

La nostra prima tappa è stata Melbourne, in Victoria, dove siamo arrivati da Sydney con l’aereo. Melbourne viene chiamata “la città delle 4 stagioni in un giorno”. Abbiamo capito subito il perchè. Era Ottobre e in Australia si va verso un clima mite. Appena arrivati abbiamo trovato subito un gran freddo. Ma dalla mattina alla sera le cose potevano cambiare di continuo. Infatti nel corso della giornata siamo passati dal freddo invernale, alla pioggia torrenziale e al sole primaverile. Solo la neve mancava all’appello.
In centro ci si sposta con i tram, divenuti ormai un simbolo della città. È disponibile anche il City Circle Tram, un tram storico che fa un percorso circolare nella parte più centrale di Melbourne e che tocca i punti di interesse da visitare (Flinders Street Station, Federation Square, Acquario di Melbourne, Princess Theatre).
Una tappa obbligatoria, degna di un film horror è il Luna Park di St. Kilda. Sul momento era chiuso, vuoto ed il tempo era piuttosto grigio. Questo rendeva l’atmosfera ancora più inquietante. Molto suggestiva anche la visuale sulla spiaggia, con nuvoloni e vento annessi.

Da Melbourne siamo partiti con un tour organizzato in autobus per visitare la famosa Great Ocean Road, dove avremmo potuto vedere finalmente i koala nel loro habitat naturale ed uno dei simboli dell’Australia: i “Dodici Apostoli”.

OUTBACK (Uluṟu – Kata Tjuta – Kings Canyon)

Da Melbourne abbiamo preso l’aereo e ci siamo diretti verso la tappa successiva. La meta più attesa da parte mia, nell’immenso outback australiano, nel Northern Territory: Uluṟu (Ayers Rock in inglese), l’immenso massiccio roccioso, diventato uno dei simboli dell’Australia. Siamo arrivati in un aeroporto in mezzo al deserto dove c’era semplicemente una pista d’atterraggio e il nostro aereo. Ci siamo cambiati in versione estiva e abbiamo aspettato il pulmino del tour che sarebbe passato a prenderci.
Per gli aborigeni Uluṟu è un luogo sacro e sono presenti diversi dipinti sulle pareti. Il monolito è visibile a decine di chilometri di distanza. Si trova nel Parco nazionale Uluṟu-Kata Tjuta esattamente nella zona centrale di tutta l’Australia. In base all’ora e alla stagione, la roccia ha la caratteristica di cambiare colore. Abbiamo assistito quindi al tramonto su Ayers Rock, vedendo come cambia colore in base alla posizione del sole. Nella notte avremmo campeggiato e dormito sotte le stelle attorno al fuoco, nel bel mezzo del deserto. Una delle esperienze più memorabili della mia vita. Ci svegliammo intorno alle 5 di mattina, per andare ad assistere all’alba su Uluṟu, bevendo una tazza di tè caldo. Avevo i brividi. Ho scattato centinaia di foto di quel momento.

Abbiamo poi proseguito a visitare il resto del parco e le altre zone di interesse del parco Kata Tjuta e il Kings Canyon. Il sole era cocente, il cielo era di un blu intenso e le mosche erano a milioni. Erano talmente tante che mentre mangiavamo si infilavano in bocca ad ogni morso. Fu l’unica cosa veramente fastidiosa di questa esperienza nel deserto australiano.

ALICE SPRINGS

Il nostro tour organizzato aveva come destinazione finale Alice Springs. Abbiamo percorso i 450 km che ci separavano dalla nostra meta verso nord, percorrendo strade in mezzo al nulla con il nostro pulmino.

Alice Springs è il luogo perfetto per scoprire la cultura aborigena. Gli aborigeni sono presenti in gran numero e sono visitabili diverse gallerie d’arte con le loro opere. Qui ho acquistato alcuni dipinti fatti a mano ed il mio tanto desiderato didgeridoo, l’antico strumento a fiato aborigeno, ricavato da un ramo di eucalipto il cui interno è stato scavato dalle termiti.

FINE PRIMA PARTE

Qui termina la prima parte del mio viaggio in Australia. Nel prossimo articolo proseguiremo verso nord, nella terra dei coccodrilli: Darwin.

Leggi “AUSTRALIA (Parte 2)”